il purgatorio del beato Pietro


Autunno trema appena (1993)

Frammento non proseguibile (1988)

I gamberi (da Apollinaire) (1991)

inizio del discorso di Catone (1992)

Triolet (1991)

Vecchi versi (1967)

Brindisi a Jean Robaey (1991)

Gelegenheitsgedicht (1989)

Esercizio dal vero (1991)

Il pesce di Montale (1979, 1993)

Epigramma (1990)

Foie gras (1990-91)

Boundary conditions (1989|1993)

Finché un fiato di vento spiri... (1990)

Prologo in cielo (1991)

madrigaletto di settembre 1993)

San Gaudenzio e le vipere (1988-89)

Triolet (1991)

Poesia stroncata sul nascere dal giuggiolo che mise le gemme (1991)

Madrigale d’anniversario (1992)

Un ciondolo da nulla... (1989)

La borsa (1992)

il pasticcio (1991-1993)

Questa pipa leggera... (1991)

Serata in casa con divinità (1993)

Alla musa (1993-94)

Esercizio dal vero (1994)

Epicuro guidando l’automobile (1993-94)

Colpo di vento (1994)

di luce appena un barlume... (1993)

Esercizio pedestre (1993)

Volo di giorno (1993)

Resistenza del mezzo (1992)

Indomito, fiero... (1991)

The King of Italy (1991)

Egloga (1992)

Esercizio con animali (1995)

Il poeta ha deciso di comprare un diesel (1994)

Per compleanno (1994)

Epilogo al cimitero sul mare (1995)



Il purgatorio raccoglie ed allinea in una ‘storia’ (che comincia così così e finisce come può)

poesie scritte dopo il Solstizio d’inverno, fra il 1990 e l’i­nizio del 1995 (con un recupero di vecchi

versi scritti troppo tempo prima).

Sono edite nell’Immaginazione del 1992 (per iniziativa di Romano Luperini) Esercizio dal vero,

Madrigale d’anniversario, La borsa e Questa pipa leggera.

L’Inizio del discorso di Catone si legge nel ri­svolto della prima pagina bianca degli Strumenti

della poesia: nel testo inviato per la stampa stava nel frontespizio, ma si può capire perché l’editore

l’abbia pudicamente spostato in posizione meno visibile.

Nei testi, raccolti nel 1991, ho apportato un ri­tocco nel 2007.

Non sto a dichiarare, salvo eccezione, le allu­sioni, citazioni, riprese di versi (e prose) altrui:

ov­viamente ce n’è più d’una.

 

I gamberi (da Apollinaire)

La deliziosa poesia di Apollinaire, L’écrevisse (nel Bestiaire), suona così:

Incertitude, ô mes délices

Vous et moi nous nous en allons

Comme s'en vont les écrevisses,

À reculons, à reculons.

 

inizio del discorso di Catone

Questi versi, che dovevano far parte di una pri­ma redazione del pasticcio, furono scritti la prima

volta su una copia della prima edizione della mia Metrica italiana inviata a Bice Mortara Garavelli.

 

Brindisi a Jean Robaey

La stazione superiore è propriamente quella di Potenza Superiore, dove la poesia è stata scritta

avendo in mano, di Jean Robaey, lo squisito volu­metto Quello dei viaggi («Tam Tam» 43/B, 1985).

Avessi già letto la sua Epica, forse avrei dato del­l’amico poeta un’immagine diversa.

 

Il pesce di Montale

L’epigramma su Montale, composto nel 1979, si riferiva a un episodio di qualche anno prima: quando

egli presentò Satura alla Scuola Normale di Pisa, ebbi la ventura di cenare davanti a lui, e mi toccò il

piatto preparato per lui espressamente e da lui rifiutato. L’epiteto di ‘poetino’, che mi è caro, è stato

usato per me, scrivendo della mia Metrica italiana sulla Gazzetta di Parma nel 1991, da Mar­zio Pieri:

il quale ha aggiunto di suo che il pesce fosse «un pesciaccio di latrina». La risposta è del 1993.

 

San Gaudenzio e le vipere

La casa di cui si parla si trova a Ossero, all’e­stremità dell’isola di Cherso, nel Quarnaro, dove vi si

congiunge l’isola di Lussino. Le due isole so­no prive di vipere: che se le sia mangiate San Gau­denzio

non appartiene a una tradizione locale, ma al mio ‘lessico familiare’.

 

il pasticcio

La Scuola è la Scuola Normale Superiore di Pisa.

La signora Costa fu la mia insegnante di Scien­ze al liceo Paolo Sarpi di Bergamo (le lasciai cre­dere che

sarei andato a Chimica, e ci guadagnavo dei bei 9).

La canzoncina su Altafini (che allora giocava nel Milan) si cantava davvero, con i miei compa­gni delle

elementari a Milano; ce ne erano natural­mente varianti con altri nomi, in vituperio di altre squadre.

Lo sberleffo ad una poesia del Pascoli non è mio, ma non sono mai riuscito a ricordare dove l’ho letto

(qualcosa di Arbasino?).

Quanto a Lincoln, la fonte anch’essa dimentica­ta potrebbe essere la «Settimana enigmistica».

I versi su Guerrico il Biondo traducono letteral­mente Bertran de Born.

 

Serata in casa con divinità

La lezione sugli Albigesi allude all’Eresia cata­ra di Pirandello, che ogni accademico dovrebbe imparare

a memoria.

 

Esercizio pedestre e Volo di giorno

sono fogli di diario di due viaggi in Spagna e in Portogallo per ragioni accademiche.

 

Indomito, fiero...

è una poesia ambientata a Peschiera del Garda.

 

Epilogo al cimitero sul mare

è una poesia ambientata a Nerezine (isola di Lussino).